Cristyn Ferri

James Ensor  sosteneva che “ bisogna essere ribelli alle calche eccessive! Per essere artisti si deve vivere nascosti!”.
È una ragazza riservata, Cristyn, e se si deve parlare del suo lavoro la timidezza diventa quasi ritrosia anche perché, come d’altronde dovrebbe essere, dipinge essenzialmente per se stessa, percorrendo le vie del suo piacere interiore senza ruffianerie, senza curarsi di rimanere fedele a questo o a quello stile pittorico, muovendosi con disinvoltura tra composizioni dal sapore surrealista, illustrazioni di derivazione fumettista, ritratti e opere dal sapore naïf, sicura di una grande facilità di tratto e dell’ ottima padronanza dei mezzi espressivi.
Se ci sono degli elementi comuni a tutte le sue opere, essi sono da individuare sicuramente nell’ impostazione figurativa e nell’uso costante di un disegno accurato e riflettuto, derivati dallo studio dei classici presso l’istituto d’arte di Orvieto, e soprattutto nella sua spiccata tendenza decorativa, mutuata dalla sua attività professionale di mosaicista a Celleno, ove risiede, che si traduce in una resa scrupolosa, epidermica e particolareggiata delle fisionomie dei suoi soggetti, che tradiscono il suo stupore e la sua meraviglia davanti alle forme della Natura, dietro alle quali non è difficile scorgere ferme posizioni ecologiste ed animaliste.
Da osservatrice curiosa, attenta e infaticabile quale è, Cristyn dipinge secondo il principio della riconoscibilità e dell’aderenza al vero. Nelle sue tele, tuttavia, gli elementi rappresentati, siano essi animali, persone, fiori, monili, cieli o pianeti, sono tenuti insieme da nuovi legami che non corrispondono alla logica delle convenzioni, ma a un nuovo ordine delle cose dal sapore “fantasy”, che affonda le radici nel suo amore tanto per l’arte surrealista quanto per il mondo dei fumetti.
A quest’ultima passione si deve anche la scarsa attenzione che concede alla costruzione prospettica degli sfondi, spesso appena abbozzati in favore di un larghissimo uso del nero a mo’ di cornice, espediente utile a mettere in risalto tutti i dettagli e a porli sullo stesso piano di dignità e visibilità, quasi si trattasse della scena di un teatro dai cui confini talvolta i soggetti escono letteralmente.
Ma non si pensi a un linguaggio manierista ed autoreferenziale. La pittura di Cristyn sa anche essere veloce e corsiva, come ben testimoniato dal suo sorprendente quaderno dei bozzetti e degli schizzi, che contiene alcuni degli spunti più interessanti della sua produzione. Come in un’istantanea depurata da tutte le imperfezioni, riesce con pochissimi segni a circoscrivere i tratti delle sue figure, dimostrando una capacità espressiva non comune. Più simili a questi schizzi sono un altro gruppo di tele, meno austere e più narrative, quasi fossero composizioni pensate per un libro illustrato. Le opere di questo filone, i cui protagonisti sono ancora i tanto amati animali, appaiono essenziali, prive di troppi effetti pittorici, con colori stesi in grandi campiture, piatti, brillanti e contrastanti, dal sapore naïf e scanzonato.
Non è solo nella contemplazione della natura e delle sue meraviglie che Cristyn esaurisce la sua carica emotiva. Forte di una “mano” capace e conscia dei propri mezzi, si è confrontata, brillantemente, anche col  genere del ritratto, tradizionalmente uno dei più impegnativi e ostici. Ed ecco allora questa piccola galleria di personaggi, scelti per l’ espressività e la particolarità dei lineamenti, resi attraverso l’uso esclusivo del bianco e nero, ritienuto più indicato per fissare con chiarezza ed assoluta evidenza i tratti somatici e caratteriali dei suoi modelli.
In definitiva, si può senz’altro affermare che Cristyn Ferri è un’ artista eclettica e versatile che, forse anche in virtù della varietà del suo background culturale, con radici dominicane, italiane e greche, è in grado di muoversi con la stessa lucidità e sicurezza tra tecniche pittoriche e generi diversi tra di loro, senza preoccuparsi di sviluppare un linguaggio coerente ad omogeneo , ma al contrario trovando nella sua curiosità e nella spinta al rinnovamento la forza di procedere sicura verso nuovi, felici esiti.

Cristyn Ferri, personale di pittura. Montefiascone, fino al 15/08/2012

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