Io, l’arte e i poster di velluto

Questo blog parlerà d’arte. Non seguirà un preciso ordine, né tematico né cronologico, semplicemente, quando avrò voglia, scriverò delle righe su un artista, un’ opera, un movimento, visto che amo l’arte e parlarne dovrebbe diventare il mio mestiere. Qui sotto spiego i motivi (8) che mi hanno spinto ad aprire questo spazio, ulteriori delucidazioni e idee le esporrò in un secondo momento.

In generale, per quanto amiamo riempire la nostra bocca (e i coglioni del prossimo) di paroloni tipo “impoverimento dell’offerta culturale”, “imbarbarimento della società”, “depauperamento delle Università” o ancora “Barbara d’Urso”, in realtà siamo lontanissimi dal renderci veramente conto di ciò che ci accade intorno. Esistono intere categorie di essere umani, spesso a noi coetanee, delle quali non sospettiamo neanche l’esistenza. O meglio, io non ne sospettavo l’esistenza fino a qualche mese fa, prima, cioè, di andarmene a lavorare per qualche tempo in un negozio/galleria di stampe e quadri. E mi si è aperto un mondo. Qui sotto riporterò una serie di aneddoti che ho vissuto in prima persona, tragicamente comici, e che sono alla base della mia decisione, per l’appunto, di dedicare questo spazio alla cultura figurativa, col consueto velo di ironia cazzona che grazie a Dio mi appartiene.

Scena 1: Anziana e cordiale signora, guardando una stampa: -Belli questi angioletti, belli proprio.-
Io: -Beh, sì, signora, sono un dettaglio della Madonna Sistina, di Raffaello…-
Anziana e cordiale signora: -Raffaello, eh? Ma Raffaello andrà bene per la tromba delle scale?-

Scena 2:
Giovane coppia: -Bello questo! Ma cos’è?-
Io: -E’ una riproduzione de “Il Bacio”, di Klimt.-
Giovane coppia: -Proprio bello, però non mi piace il fondo oro. L’artista ce lo potrebbe fare lo stesso quadro con il fondo nero? Sa, abbiamo il muro grigio-.

Scena 3:
Giovane sposino: -Bello questo, me lo spiega?-
Io: -Beh, è un astratto decorativo, non c’è molto da dire, se non che la nostra artista ha pensato di dipingerlo con un impasto fortemente materico che come vede è di grande suggestione.-
Giovane sposino: -Ah, il vostro artista lavora a Matera?-

Scena 4:
Donna di mezz’età: -Buongiorno, cerco una riproduzione della ballerina di DegaR.-
Io, soprassedendo: -Eccola qua, ne ho molte versioni-.
Donna di mezz’età: -No, guardi, qui c’è scritto Degas, io cerco proprio DegaR-.

Scena 5:
Uomo sulla quarantina: -Buongiorno, cerco un bellissimo poster di velluto nero con su un lupo che ulula, ce l’avete?-
Io: -…-

Scena 6:
Ragazza ventenne: -Buongiorno, cerco “l’Ultimo Bacio” di Klimt
Io, sorridendo: -Di Muccino-?
Ragazza ventenne: -No, no, proprio di Klimt! Come, lei lavora qui e non conosce Klimt?-

Scena 7:
Uomo che deve ritirare una bellissima stampa serigrafica che rappresenta uno studio d’arte africana di Modigliani: -Buongiorno, sono venuto a prendere il quadro coi negri-.

Ecco, per ora accontentatevi.

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11 Responses to Io, l’arte e i poster di velluto

  1. micasulserio says:

    Alcune sono davvero epiche, accidenti!
    Era proprio ora d’aprire un nuovo blog, Dà.
    (Sicuro sicuro di non essertele inventate?! Sarà che nonostante tutto ho troppa fiducia nel genere umano, ma l’idea che guardando quadri così famosi non torni alla mente nulla mi sconvolge.)
    (Complimenti! Hai appena vinto un bonus di mille tortellini.)

    • Ma scherzi? Guarda che se ti ricordi bene, alcuni te li avevo detti già a voce, qua a casa mia. E’ proprio quello il punto, esiste un’umanità infinitamente peggiore rispetto a quella che posta link demmerda su Fb o ascolta Vasco Rossi. Esiste gente che non sa accendere un computer e non ascolta la musica. I peggiori animali con cui veniamo in contatto noi, sono fini intellettuali, per altre persone. Ho recentemente scoperto che il bar che frequento a Montefiascone è ritenuto bar di fighetti da disprezzare, di gente “che ha studiato”. Ecco, il proprietario è il celebre Roscio, di cui dovresti aver sentito parlare. Questi stanno dentro le proprie macchine in un parcheggio e parlano abbassando i finestrini. E basta.

  2. saccone says:

    ti sei fatto la barba? ti sei sciacquato le balle? hai preso a dovere in giro stracquadanio? bene ora a dare manforto nei campi.

  3. sdrammaturgo says:

    Ti sarò eternamente grato per tutto questo.
    Mo’ sento Klimt quanto vòle pe’ rifamme le maioliche del bagno.

  4. lorellaa says:

    Ho partecipato a una visita guidata qualche tempo fà, vicino a me c’era una signora che “sembrava” molto interessata alle spiegazioni della guida, l’ha seguita fino alla fine poi quando la ragazza a detto a tutti i presenti “vi saluto e vi ringrazio dell’attenzione, se avete domande ……… ” ha preso la ragazza da parte e le ha chiesto “bellissima la sua giacca, dove l’ha comperata?”. Se non l’avessi sentito con le mie orecchie non ci avrei creduto………… dalla faccia sbigottita della guida si è intuita la sorpresa per la domanda davvero originale :)))

  5. Alessandra says:

    Troppo forte il bambino che conosceva Van Gogh mentre il padre no!

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